domenica 15 giugno 2014

Rimpiangere il passato

Capita di legarsi al passato e di vivere i ricordi con malinconia, quando si realizza che tutto questo non c'è più e si è perso per sempre.
Questo fà star male anche molto male, ma chissà forse ci si illude credendo che questo malessere provenga dalla perdita di ciò che si sta contemplando.
Credo invece che questa malinconia sia solo un segno che cerca di far capire che nel dedicare le proprie energie a qualcosa che non è più, si stanno invece togliendo a quello che è adesso.
Facendo così si blocca la vita e chissà, forse è questo che fa male.
Si toglie l'attenzione all'unica cosa vera che c'è e che credo essere incorruttibile al tempo, per dare tutta l'attenzione a qualcosa che ne è stata solo una rappresentazione, o forse neanche questo.


                                                                            
                                                                                                                     10-08-2013

lunedì 17 marzo 2014

Ciclo: Fase III



L'atleta principiante è impacciato
perché usa troppi muscoli.
Il puzzle è difficile
finché ci sono troppi pezzi.
Informare è ridurre l'incertezza.
         
La statua è già
nella roccia grossolana.

ADESSO
E' IL MOMENTO DI SCOLPIRLA

L'esperienza rivela l'errore, che illumina il sentiero:
tagliare via quello che non serve;

e allora la volontà si concentra
e diventa potente.

Il fallimento non esiste.
E' fondamentale
è perfetto
insegna dove puntare lo scalpello;
per portare alla luce
il sogno realizzato



                                                                                                  06-2013

Alti e bassi

E' mare aperto, durante la tempesta
sbattuto tra la cresta e la valle dell'onda.
E adesso sono giù nel fondo e sento tutto il peso.

Non posso lasciarmi trascinare
                                                                   
ho già tutto quello che mi serve
un sogno per cui lottare 
e un cuore che batte

il pensiero di non farcela
chi sbeffeggia e dice che è impossibile
servono solo per imparare a non lasciarsene condizionare.
                                                                                                          
Se l'acqua non esiste
non può togliermi il respiro.
                                                                                             
Riaffiora il ricordo
del  momento più prezioso.
Ho fatto tutto per arrivare fino a qui,
solo e nudo
per rafforzare le mie spalle.

Non è facile e non doveva esserlo.
Ho scelto onde oltre ai miei limiti
affinchè io possa superarli.

Questo è l'esercizio, imparare a cavalcarle.
A cresta e a valle.

E' prezioso ogni momento.


                                                                                    30-07-2013

mercoledì 5 febbraio 2014

Bivio - Essere / esprimersi

Ogni tipo di espressione è l'esternazione di qualcosa che si sente, la quale per poter essere espressa deve essere tradotta in qualcos'altro (parole, poesia...arte in generale).
Se da un lato questo è l' unico modo per comunicare qualcosa, dall'altro imprigionare la realtà in questo tipo di forme può determinare una distorsione della realtà stessa.
I più capaci ad esprimersi riescono a far assomigliare di più la loro espressione al modello originale, chi è meno capace può invece fornire un'immagine completamente distorta, pur essendo in grado di percepirla. E magari non se ne accorge e pretende di essere compreso solo per quello che dice. Come tutte le cose richiede allenamento e lavoro su si se.

Inoltre ciò che si esprime potrebbe essere contaminato da influenze esterne, meccanismi di difesa, paura, rancori, timidezza, schemi mentali ecc.. e quindi non è più espressione, ma una reazione condizionata.

Per questo motivo non posso vedermi come il risultato dell'immagine che gli altri si fanno di me (e che mi proiettano addosso) in base a quello che esprimo.
Infatti spesso osservando quello che sento e come mi comporto vedo due mondi completamente diversi. Solo ora mi rendo conto che molte volte non faccio altro che mettere in atto comportamenti riflessi molto diversi da quello che volevo esprimere.

Per esprimermi ho invece bisogno di tempo, concentrazione e quiete. Come qualsiasi opera d'arte, la fai, poi la guardi, la ritocchi, la riguardi, la ritocchi e vai avanti così all'infinito e non ti senti soddisfatto fino a quando non ci vedi qualcosa di quella parte di te che volevi esprimere. Possono volerci giorni, mesi , anni e malgrado tutti gli sforzi non sarà mai completa.
Ora sono qui a parlare di una piccola parte del passato, e di quello che sto vivendo adesso forse riuscirò ad esprimere qualcosa in un futuro quando starò già vivendo qualcos'altro. Non si può esprimere una vita, ma può essere vissuta e assaporata fino infondo. Ed è  questo l'importante.
Ecco perché esprimere una cosa non è mai facile per me, Perché mi rendo conto che per quanto possa essere bello e gratificante significa sempre limitarla.
E alla fine ti rendi conto che se vuoi veramente trasmettere qualcosa non puoi fare altro che lasciare solo qualche piccola traccia del percorso, perché l'unico modo per arrivarci è farne esperienza diretta e quindi VIVERLA.
Adesso che ho capito questo non riesco più a prendere seriamente quello che io e gli altri esprimiamo. Cerco invece di vedere oltre.

Come una fotografia che può catturare solo pochi dettagli di una situazione reale e che quindi porta ad un'altissima perdita di informazione (gli odori, i rumori, le sensazioni e neanche tutti i dettagli visivi possono essere catturati) e quindi quella fotografia non può essere utilizzata come mezzo per descrivere completamente la realtà stessa di quel momento. Non è altro che un istante imprigionato in un qualcosa di diverso. Focalizzarsi su qualsiasi tipo di espressione e vederla come la realtà, non fa altro che nascondere la realtà stessa.

L'espressione di per se è sempre ridicola.
Ma qualche volta può succedere che quel pentagramma pieno di simboli insignificanti abbandonato sul ciglio del sentiero, venga trovato da qualcuno che sta passando di lì e ha gli strumenti per interpretarlo.
E allora quei simboli diventano note che risuonano in sè e finalmente è chi ascolta che ne intona la musica ed è tutta un'altra storia.
Inciampare in quel foglio di carta non ha fatto altro che portare alla luce quello che già c'era, nascosto da qualche parte.


                                                                                                                                 04-08-2012


  

 





venerdì 31 gennaio 2014

Ciclo: Fase II



La rivoluzione è partita e

la polvere ha iniziato a posarsi;

filtra la luce e

 ora vedo!

Si va in discesa adesso

è la seconda fase

la gioia scatenata 

dell'impetuoso fare



                                                                                                                  04-2013





mercoledì 29 gennaio 2014

Soglia invalicabile

Sono pochissime le cose di cui sono veramente certo. Il resto è una continua ricerca.
E se ce una cosa di cui sono veramente sicuro è che non avrò mai finito di imparare e di crescere.
Sto percorrendo la mia strada, ogni passo avanti mi cambia e quando guardo indietro mi capita spesso di vedere cose che non condivido più.
Ma ne ho rispetto, perchè il non vivere quella situazione non mi avrebbe fatto muovere.
Vado avanti, tengo ciò che è utile e lascio l'illusione, l'esperienza è liberarsi dal peso del superfluo.
Tutto è importante, anche quello che non funziona, per il semplice motivo che vivere una situazione che non porta risultati, mi serve a capire che quel modo non funziona, e quindi posso liberarmene, evitando di rimanere nel dubbio.

Vivo il mio momento di adesso e tutto questo è perfetto, e io tra alti e bassi sono pieno di entusiasmo, perchè crescere è tutto ciò che voglio.
Non ho assolutamente la presunzione di pensare di essere arrivato, ne la presunzione di sentirmi migliore e imporre o insegnare agli altri la mia esperienza.
Semplicemente amo esprimermi, il che significa che amo raccontare la mia esperienza.
Amo fotografare la mia strada quando mi riesce. Io non sono la fotografia, ma la parte che va avanti.
Detesto a pelle l'atteggiamento  presuntuoso di chi mi ingabbia nell'espressione, mi giudica e mi cataloga come questa.
Detesto l'atteggiamento ridicolo di chi mi parla con superiorità, credendosi migliore perchè pensa di essere o è più avanti di me. Non lo accetterò mai.
Non accettare non significa odiare e intraprendere battaglie per avere la meglio sugli altri, ma significa semplicemente non chiudere gli occhi per vedere solo con quelli degli altri e quindi non lasciarsi condizionare.

Sono consapevole del fatto che io abbia molto da imparare e questo non mi dispiace affatto, anzi mi rende felice, perchè significa che ho molto da vivere.
Mi piace pensare che non esiste un punto di arrivo, perchè se questo esistesse, sarebbe finita la vita.
Sono consapevole del fatto che ci sono persone di gran lunga più avanti di me e che quindi sono passate per il punto in cui io mi trovo adesso.
Questo non mi dispiace affatto, ne provo invidia, anzi è bello perchè volendo potrei trovare qualcosa di utile in ciò che onestamente esprimono.
La guida è sempre preziosa.
Ma respingo con vigore bestiale chi si crede superiore per essere più avanti e magari si intromette con la presunzione di impormi la sua esperienza e peggio ancora il suo modo di vedere le cose.
Io non ho nessuna intenzione di percorrere la mia strada a tratti.
Voglio coltivare i miei dubbi, voglio scoprire e voglio anche sbagliare.
Se qualcuno mi spostasse senza che io abbia vissuto quel tratto di strada, non saprei come sono arrivato lì ne dove mi trovo. Rimarrei legato a quello che stavo vivendo prima di essere portato via e non mi muoverei più. A quel punto avrei bisogno di basarmi sulle dritte di chi mi ha portato lì e diventeri il suo burattino.
Così andrà via l'entusiasmo e morirà la vita.
Questa cosa mi è successa e ne ho visto chiaramente i NON FRUTTI che portava.
E' finita.
La vera guida non porta a smettere di camminare, ma ti accompagna e in questo modo il tragitto è più veloce, ma chi cammina e chi sostiene il peso del tuo corpo sei sempre tu.
Niente è più dato per scontato, riparto da quello che sento veramente essermi chiaro e di cui riesco a farmi carico. Aggiungerò peso man mano che crescerò e sarò in grado di portarlo.
Sono il padrone di casa e non voglio fili nei miei spazi intimi.




                                                                                                                  02-2013

martedì 28 gennaio 2014

Le mie poesie - Spirito Selvaggio







Via 
lontano il più possibile
dall'inquinamento mentale e ambientale.

Libero 
dai condizionamenti e dalle aspettative.

Un viaggio infinito verso la semplicità
per ritrovarsi.

Le istruzioni interiori 
di uno spirito per natura 
libero e selvaggio 


                            
                                                                                                              04-2011